Lettere moderne

Lettere moderne

È un po di tempo che ci penso…
Osservo, mi osservo e fisso il vuoto.
In questo momento della mia vita il mio vuoto è costituito da un panorama mozzafiato di Praga.
Le grandi vetrate mi permettono una vista completa della stazione centrale. Sullo sfondo il Castello.
Osservo la gente in attesa e quella che scende dal treno ricongiungendosi con qualche caro.
Vedo chi aspetta che quel treno parta con la persona amata seduta dentro, attaccata al finestrino.
E’ un po di tempo che ci penso alle relazioni, a quelle a distanza fatte di messaggi, vocali… e qualche telefonata.
Io con il tempo ne ho collezionate tante.

Quando avevo circa 10 anni mi scrivevo infinite lettere con la mia migliore amica, nonché compagna di banco e vicina di casa. Si proprio così. Era la mia vicina di casa e passavamo la maggior parte della giornata insieme. Eppure avevamo sempre qualcosa da raccontarci, le nostre mamme ai tempi il telefono lo volevano libero “per le urgenze” e noi prendevamo un foglio bianco e scrivevamo, commentavamo la puntata di Piccoli problemi di cuore…lo decoravamo a puntino (altro che lo scrapbooking moderno) e poi, completo di busta da lettere, lo mettevamo nella buca della posta.
Lettera che veniva rigorosamente letta la sera stessa, poiché l’indomani dovevamo commentarla live e nel pomeriggio ne avremmo scritta un’altra.

Mi scrivevo con gli amici del mare mensilmente, mi scrivevo con un’amichetta di Palo Alto, CA, conosciuta a Roma durante una sua vacanza estiva con la famiglia. Allegavo foto ed emozioni.
Oggi si allegano fiocchi e nastrini a bellissime agende che vengono poi condivise sui social.

Passano gli anni e aumenta il numero di città e luoghi in cui lascio il cuore e qualche amica, di quelle con la A maiuscola che ti aiutano a farti sentire a casa anche quando i chilometri che ti separano dalla tua città  sono troppi.
Queste amicizie le coltivo con dedizione e tanta nostalgia.
All’uso dei vocali per un paio di parole preferisco un sms, ma per un aggiornamento più completo con cadenza ciclica ci dedichiamo dei lunghi monologhi. Si, perché il tempo è sempre troppo poco e tra fusi orari, lavoro e bambini da mettere a nanna non ci si incastra mai per una (diciamo quasi fuori moda) telefonata.
E’ bello ascoltare una voce che racconta, devi essere attenta e memorizzare bene le parole per ricordare cosa vorrai rispondere nel tuo prossimo vocale.

L’interazione certamente avviene meglio dal vivo…ma con una lettera o un vocale, si vive in trepidante attesa positiva.
Quando si è soli con i propri pensieri l’ascolto e la risposta sono più profondi.
È come se il tempo si fermasse per un’istante e questa magica attesa diventa un regalo che facciamo a noi stessi e alla persona alla quale stiamo per dedicare le nostre parole…che siano vocali o inchiostro su carta.

Ecco di cosa si alimenta un rapporto a distanza, dell’attesa che divide dal prossimo incontro o dal prossimo aggiornamento. E l’ascolto che vogliamo dedicare all’altra persona è proprio la chiave che accorcia quella stessa distanza.
In fondo i vocali sono lettere moderne, quando e se ricchi di significato, senza il profumo della carta e senza un francobollo da collezionare…ma pur sempre un modo per sussurrare all’orecchio di chi è lontano che ci siamo.

4 Comments
  • Raffaella
    Posted at 15:56h, 27 aprile Rispondi

    Anch’io uso tantissimo i vocali e sicuramente sono un’innovazione utilissima, anche se le lettere spedite e le attese delle risposte avevano un fascino completamente diverso…

    • Dalila
      Posted at 22:01h, 28 aprile Rispondi

      Hai ragione Raffaella, l’utilità e la praticità sono aspetti importantissimi! Anche se le lettere, e le lunghissime attese, a volte mi mancano ☺️

  • Mary
    Posted at 10:20h, 01 maggio Rispondi

    La cosa bella secondo me è che oggi c’è una gran scelta di modi per comunicare efficacemente ma è la personalità che fa il resto!

    • Dalila
      Posted at 11:04h, 01 maggio Rispondi

      La qualità della comunicazione infatti è estremamente intima e non scontata. Un abbraccio Mary

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