Lettera per mia nonna

Lettera per mia nonna

Il 5 maggio 2018 è venuta a mancare mia nonna. La mamma di mio papà.

Sembra ieri. Ho ancora nelle orecchie la telefonata di mia mamma all’alba.
Eppure è già passato un mese. Tempo nel quale mi sono sentita sospesa tra la voglia di gridare e la voglia di chiudermi in me stessa, in religioso silenzio. E in fondo questo silenzio c’è stato.

Nonna Maria era una donna unica, una nonna davvero speciale.
Tanto minuta quanto forte e decisa. A tratti brontolona, sempre vigile e attenta a tutto e a tutti.
Novantadue anni, di cui 90 spesi chinata sulla sua terra, incorniciata dai Monti della Laga.
La porta di casa sempre aperta, pronta ad accogliere qualcuno anche quando nei lunghi e freddi inverni rimaneva l’unica abitante del paese. La sua testardaggine, e l’amore per il suo lavoro, le impedivano di cedere al compromesso di qualche settimana in città.
Quante volte mio padre e miei zii sono corsi a Roccasalli, una frazione di Accumoli, nel cuore della notte perché non rispondeva al telefono…ma lei aveva da fare, sempre, e alle undici di sera poteva essere ancora sui campi.

Quando noi familiari decidevamo di non comunicarle qualcosa che avrebbe potuto arrecarle dispiacere, in realtà, lei già sapeva.
Le cose le sentiva e le vedeva prima. Ma non tutte. Non il terremoto che il 24 agosto 2016 ha distrutto la nostra Amatrice e i suoi dintorni, luoghi della sua vita e della mia infanzia.
Sotto quel cumulo di macerie non ci sono solo oggetti. Ci sono ricordi, ci sono storie… Quelle storie che amava raccontare, le foto dei protagonisti, le poesie di mio nonno e le lettere che si scrivevano quando lontani, le monete trovate nei campi, i francobolli dei parenti americani, la mia tazza della colazione che suonava…e tanti altri pezzi di cuore.

Non faccio altro che pensare a lei e a noi. Continuerò a farlo per sempre, tutti i giorni della mia vita. Spero il tempo saprà dosare il dolore e fortificare i ricordi belli che ora sono ancora più preziosi.
Il tempo, maledetto, con cui ho un rapporto di amore e odio molto profondo, spesso non lo so gestire. Provo ad incastrarlo con le mie liste e la mia maniacale organizzazione…eppure le cose che veramente contano troppo spesso non sono in queste liste.
Se potessi tornare indietro farei altre scelte. Andrei più spesso a trovare la mia adorata nonna, le chiederei di più, le chiederei ancora una volta di raccontarmi quando nonno le chiese di sposarla, le chiederei di raccontarmi ancora e ancora gli aneddoti che la legavano alle sue cognate, le chiederei di insegnarmi l’arte di lavorare a maglia, le chiederei della guerra, della fame e di cosa provava. Se potessi tornare ancora più indietro, prima di quel 24 agosto, svuoterei le case di tutto ciò che per me ha valore, riempirei bauli e valigie di cimeli importanti.
Questa opportunità non ce l’ho. Ho solo l’opportunità di esternare i miei pensieri ricchi di nostalgia, di amore e dolore. Nel dolore sono solita chiudermi, lo custodisco gelosamente, quasi fosse scontato il non essere compresa. Invece aprirsi aiuta, aiuta tanto… e come mi ha consigliato una mia saggia amica “Racconta e scrivi, non chiuderti in te stessa. La scrittura è potente, diventa memoria e aiuta ad affrontare gli stati emotivi più profondi e tristi”.
Ho deciso di ascoltarla e condividere con voi la lettera che ho scritto per la stella più bella che illumina il mio cielo.

Ciao Nonna,
come è stato difficile dirti addio…
come è difficile non poter più sentire il calore dei tuoi abbracci…
come è difficile non poter più ascoltare la tua voce, i tuoi racconti ricchi di dettagli, di date e di aneddoti…
Ma come facevi a ricordare tutto così bene? Non me lo hai mai svelato.
Sai nonna che per me eri una seconda mamma? Forse questa cosa non te l’ho mai detta, che peccato! Ti avrebbe riempita d’orgoglio.
Ho imparato tante cose da te, senza la pretesa da parte tua di insegnarmele. Le ho apprese osservandoti perché nei miei anni più belli sono stata la tua piccola ombra. Te ne sono tanto grata…e sono grata a mamma e papà per avermi affidato lunghi periodi a te. Per aver riposto in te e in nonno la massima fiducia, sapendo che ero nelle mani più amorose del mondo.
Ricordo vividamente il tempo trascorso insieme, ricordo come fossero ieri le nostre giornate scandite dai tempi della natura. Ricordo Prucetta, la nostra asinella dolcissima e fedele che sembrava parlarci ed esprimerci i suoi pensieri. Era bella e conquistava ogni bambino del paese.
Ricordo tante cose…ma vorrei ricordarne di più…
La mattina presto andavamo a dare da mangiare alle galline e a prendere le uova appena fatte così potevamo berle ancora calde. Il tuo zabaione fatto a mano era il più cremoso di tutti, io neanche con le migliori fruste elettriche riesco a montarlo così bene.
Poi c’erano gli altri animali da accudire e i campi coltivati da seminare, annaffiare o controllare. Come ti arrabbiavi quando vedevi che i cinghiali nella notte erano passati sulla distesa di grano rovinando tutto e ancor di più quando scoprivi che avevano mangiato le nostre patate!
Per coinvolgermi e farmi sempre sentire importante mi invitavi ad ispezionare anche l’insalata e a togliere tutte le lumachine e gli insetti che bucavano le foglie.
Io ridevo sotto i baffi sentendoti brontolare sui campi dei vicini, sempre più belli, sempre più curati, sempre più fiorenti. Beh cara nonnina, non era vero. I nostri campi erano i più belli, le nostre verdure le più saporite e nessuno aveva con se una nipotina entusiasta e volenterosa come aiutante. Ma io so che in cuor tuo lo sapevi bene.
Il giovedì gnocchi, fatti in casa, lasciandomi giocare e pastrocchiare ovunque…erano più buoni così! La domenica era il giorno delle tue fettuccine, condite con le spuntature o con il sugo semplice. Era facile riconoscere il sapore e il profumo dei tuoi pomodori. Pomodori che sapevano di madre terra, di amore e di sacrificio.
Le arrampicate sugli alberi da frutta. Mandavi nonno a riprendermi e invece lui mi aiutava a salire più in alto…non era colpa mia se le visciole più belle erano quelle irraggiungibili, lui lo sapeva…
E i perniconi? Mai più mangiati quei frutti verdastri e così dolci, la polpa si staccava dal nocciolo lasciandolo pulito quando raggiungevano la maturazione perfetta.
Cara nonnina le tue marmellate di frutti di bosco avevano tutto il sapore del sole e dell’estate.
Le passeggiate per raccogliere more e lamponi erano sempre divertenti e ricche di incontri.
Ora che ripenso a quei tempi così belli e lontani ho nella testa mille aneddoti che vorrei fissare con l’inchiostro, ma non basterebbero settimane per scriverli tutti.
Ricordo ancora quando lavando l’insalata appena colta ti ritrovasti una vipera tra le mani. Che paura e che gran scompiglio. Ma tu sempre coraggiosa non ti sei scomposta e la tenevi per la coda a penzoloni.
A fine estate e in autunno trascorrevamo tanto tempo nei boschi a cercare i funghi. Mi prendevi sulle spalle, tu così piccina e già piegata dal tempo e dai sacrifici, mi dicevi di parlare piano perché se qualcuno nel bosco ci sentiva sarebbe venuto a cercare i funghi dove eravamo noi. Ma io urlavo di gioia ogni volta che avvistavo un galletto o un porcino. Nel querceto e sotto ai faggi si nascondevano i più belli, e che orgoglio quando tornavamo a casa da nonno con un bel bottino.
Le tavole di legno su cui poi li mettevamo ad essiccare inebriavano la strada di quell’odore indefinibile, a volte fruttato, tipico dei funghi.
A settembre inoltrato era già ora di dedicarsi ad altro…due settimane intense di raccolta delle castagne e dei marroni. Dalla mattina alla sera nel nostro bosco, piegate a scovare i ricci tra le foglie a mani nude. Adoravo mangiare quei frutti anche crudi, appena caduti dall’albero.
Al calar del sole ci mettevamo vicino al camino, tu instancabile con gli uncinetti in mano a creare le coperte che ancora oggi custodisco gelosamente, nonno invece preparava le caldarroste…dorate, croccanti fuori e morbide dentro. Quel profumo e quel sapore sono patrimonio della mia infanzia.
La sera prima di addormentarci pregavamo insieme. Il mio lettino accanto al vostro lettone che mi sembrava gigante e altissimo. Volevo intrufolarmi nel mezzo e condividere il peso di quelle ricche coperte con voi. Ma quanto erano pesanti? Mi manca quello spessore infinito fatto di rotoli di lana colorati…E il prete nel letto che mi faceva trovare le lenzuola calde e avvolgenti!? Mi sa che in pochi oggi sanno cos’è un prete.
La casa sempre calda anche quando negli inverni più rigidi sentivamo i lupi scendere a valle…
Il camino sempre acceso. Il suo odore impregnava i miei vestiti ma solo una volta tornata a Roma potevo riconoscerlo provenire dalla valigia.
Mi manca Roccasalli e la nostra casa. Mi manca poter spalancare la finestra della mia camera che affacciava sulle montagne. Mi manca Amatrice.
Mi manchi tu nonna e mi manca tutto ciò che è stato ed ora non c’è più.
Mi manca la certezza di poter rivivere, attraverso gli occhi dei miei figli, i luoghi della mia infanzia.
Chissà se vivranno anche solo un terzo delle esperienze veraci e sane che ho vissuto io.
Sarà difficile trasmettergli ciò che i miei occhi hanno visto, la spensieratezza che ho avuto e la felicità nel correre libera nel bosco.
Io mi impegnerò a raccontargli le nostre radici, ma dovrò anche spiegargli che la terra in cui si piantano i semi a volte può tradire, mi impegnerò a tener vivi i nostri ricordi ma senza di te sarà tutto più difficile, mi impegnerò a tornare nei luoghi del nostro cuore ma sarà dura non poter entrare in casa, sarà difficile spiegargli che dietro quella porta ci sono solo macerie.
Insegnerò loro a succhiare il dolce nettare del fiore del trifoglio, insegnerò loro che casa è la propria terra e le persone amate e non un insieme di mattoni che la natura può spazzare via.
Tu guidami in questo cammino che sarà in salita, guidami come hai sempre fatto prendendomi per mano…
Io ti ascolterò e ti guarderò brillare nel cielo come la stella più bella e luminosa che c’è.
Ciao Nonna. Ciao amore mio…

La tua nipotina,
Dalila

24 Comments
  • Francy
    Posted at 19:12h, 05 giugno Rispondi

    Poche parole e tante lacrime per nonna Maria
    ❤️
    Ma tra le mille cose che sapeva cucinare hai dimenticato i fiori di zucca ripieni😍 ce li cucinò durante una mini vacanza a roccasalli… I migliori che abbia mai mangiato 🤤🤗

    • Dalila
      Posted at 17:45h, 06 giugno Rispondi

      Hai ragione! Impossibile dimenticarli… Quella è stata una delle mie ultime volte alla Rocca, che ricordi!

  • Antonella Puglisi
    Posted at 01:46h, 06 giugno Rispondi

    ❤️che Emozione!

  • Moky
    Posted at 11:34h, 06 giugno Rispondi

    Grande nonna !💓mi sono emozione a leggere la tua lettera!

  • Mary
    Posted at 12:47h, 06 giugno Rispondi

    Queste parole così sentite mi hanno commosso fino alle lacrime . Pensa però a quanto sei stata fortunata a vivere tutte quelle emozioni a sentire tutti quei profumi e quei sapori e sopratutto ad avere una nonnina così ! ❤️

  • Mary
    Posted at 14:41h, 06 giugno Rispondi

    Questa lettera mi ha emozionato fino alle lacrime . Parole bellissime e toccanti. Il dolore è tanto…. ma sei stata fortunata a vivere certe emozioni, a sentire tutti quei profumi e sapori indescrivibili a vivere quella realtà conosciuta a pochi . Insegnerai sicuramente ai tuoi bimbi i valori veri della vita !❤️🤗

    • Dalila
      Posted at 17:51h, 06 giugno Rispondi

      Grazie ❤️ Mi impegnerò sicuramente molto per trasmettere ai miei bimbi quello che i miei nonni e i miei genitori hanno trasmesso a me!

  • LadyB.
    Posted at 18:28h, 06 giugno Rispondi

    Una lettera bellissima e davvero toccante. La tua infanzia è stata felice e queste parole lo dimostrano. Non è scontato avere un rapporto così speciale con i nonni sopratutto se lontani dalla tua casa. Sei stata molto fortunata ad averli e loro ad avere una nipote come te!

    • Dalila
      Posted at 10:37h, 07 giugno Rispondi

      È vero, mi ritengo davvero molto fortunata. Grazie per essere passata qui!

  • Anna
    Posted at 19:23h, 06 giugno Rispondi

    Quanto amore emerge da queste parole…

    Tempo fa ho letto una frase bellissima quanto vera: “I nonni ti vedono crescere, sapendo che ti lasceranno prima degli altri. Forse é per questo che ti amano piú di tutti”.

    Un abbraccio

    • Dalila
      Posted at 10:41h, 07 giugno Rispondi

      Cara Anna questa frase è bellissima e molto vera. Il loro amore è speciale proprio per questo! Un abbraccio a te <3

  • Chicco
    Posted at 23:47h, 06 giugno Rispondi

    Ho fatto una grande fatica ha completare la lettura di quanto hai scritto. Cose da me viste e vissute, ma leggerne ORA provoca una forte emozione. Comunque grazie.

  • zuliani martina
    Posted at 09:08h, 07 giugno Rispondi

    bellissime parole

  • Alessandra
    Posted at 13:57h, 07 giugno Rispondi

    Mi sono commossa leggendo questa lettera come mi sono commossa quando lessi il tuo post su Instagram dopo il terremoto che ha colpito le nostre terre. Ho perso la casa ad Arquata del Tronto e ho vissuto il dolore della mia famiglia, dei miei amici e dei miei compaesani. Dolore aumentato dai sensi di colpa per non essere più tornata ad Arquata dai tempi del’università. Troppe cose da fare, troppi viaggi lontani da programmare e nuove amicizie da coltivare. Ora questo per me è un grande peso e un gran dispiacere ma i ricordi della mia infanzia li custodisco gelosamente e, come purtroppo accade quando le cose le perdi, alle mie radici ci penso più spesso e ne vado davvero fiera. I miei nonni li ho ancora e grazie a loro rivivo tanti momenti belli vissuti da piccola! Ti abbraccio forte.
    Ale

    • Dalila
      Posted at 15:05h, 07 giugno Rispondi

      Ciao Alessandra, ti capisco molto bene. Anche io ho tanti sensi di colpa per non essere tornata quanto e quando avrei voluto e dovuto. A volte la vita porta a fare altre scelte, che sul momento sembrano le migliori perché fatte sulla scia di una soddisfazione immediata. Da adolescente mi chiedevo perché mai avrei dovuto passare le vacanze estive in un paesino sperduto di montagna? Non mi bastava più, volevo scoprire il mondo, partire con gli amici e divertirmi al mare. Oggi, con due bambini e una vita che mi porta (non sempre per mia scelta) ad essere lontana dai miei affetti e dai luoghi del mio cuore, sono rammaricata e triste per il tempo non speso in quello che è il luogo che mi ha vista nascere, muovere i primi passi e crescere… Ma posso solo trarre insegnamento da questo e andare avanti cercando di trasmettere ai miei figli il senso di appartenenza.
      Un abbraccio a te

      • Alessandra
        Posted at 15:17h, 07 giugno Rispondi

        Alcuni ragionamenti e di conseguenza alcune scelte sono ovvie in una fase della nostra vita. Da adolescenti poi meglio andare a ballare che stare il week end con i nonni nel Paese! Almeno io ragionavo così. Non penso ci sia nulla di male, solo onestà ad ammetterlo. Comunque indipendentemente dal perché crescendo non si passa più tanto tempo con i nonni o nei luoghi dell’infanzia, le radici sono radici. Rimangono tali anche se ci si trasferisce in Australia per sempre. La storia e i ricordi non sono i km a cancellarli. ❤️

  • Alba
    Posted at 15:30h, 08 giugno Rispondi

    Questa lettera mi ha lasciata senza parole e con tante lacrime…mi sono commossa e ho rivissuto parte della mia spensierata fanciullezza…ormai lontana! Un abbraccio fortissimo cara Dalila

  • Giorgia
    Posted at 15:36h, 08 giugno Rispondi

    Non sono stata cosi fortunata da avere dei nonni presenti e speciali, erano anziani già quando ero piccola e guardare un cartone insieme era la massima occasione di condivisione. Però le tue parole mi hanno davvero fatto immaginare una bambina che correva felice tra le montagne accompagnata dai suoi dolci nonni…Bellissime immagini. Grazie. Giorgia

    • Dalila
      Posted at 15:58h, 08 giugno Rispondi

      Grazie a te Giorgia, sono felice ti sia arrivato questo messaggio <3

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